MEDITERRANEO

Confronto a più di vent'anni fa, quell'area politico/sociale inerente al marxismo/leninismo, sembra essersi ridotta al forzato binomio correttivo/terminologico tradizione=fascismo, o a quello ecclesiastico/egualitaristico di matrimonio.

Sebbene in altre forme e contesti, in questo se ne deduce che di lotta di classe pur sempre si tratti.

E se tutto ciò sia stato dettato dal solito schema che ormai imperversa dal dopoguerra, cioè quello di una più interna contrapposizione fra potenze atlantiche, o anche tra queste e quelle di tipo orientale, può dirsi che per ciò che riguarda quelle che potremmo quindi considerare come dispute fra continenti, anche un certo nazionalismo di stampo sovranista, negli atteggiamenti, abbia avuto le stesse velleità/finalità di quei partiti di sinistra - o quantomeno come atteggiamento insito a un altrettanto concetto da lotta di classe - ovvero per il fatto di ostruire l'Europa al suo interno, attraverso l'illusione/strumentalizzazione di una propaganda di tipo anti/immigrazionista, al cospetto del suo opposto corrispettivo.

Coscientemente o ingenuamente, le appena citate strategie e iniziative intraprese, da parte di queste quinte colonne italiche, in sostanza risultano essere niente più che mere falsità, che ben poco hanno a che fare, in fondo, con i tanto sbandierati diritti, colonne italiche nonostante tutto ancora impegnate nel favorire, direttamente o indirettamente, insospettabili eminenze atlantiche, e loro rispettive opposizioni.

Difatti come chiave di lettura a una più autentica realtà, l'identificazione di una terza via, in tutto ciò - da una specifica revisione del percorso storico/culturale, che in Italia dal dopoguerra è giunto fino ai giorni nostri - sarebbe già dovuta essere sufficientemente chiara.

Ci si rende conto infatti, di come la vulgata comune sia solita riferirsi a delle fasi caratterizzanti soprattutto un'assoluta contrapposizione occidente/oriente, sia per poterne valutare o riconoscere le insite trame occulte al suo interno, che per ciò che riguarda le rispettive compartimentazioni ideologiche, comunemente considerate come "intangibili".

E proprio perché in questo caso trattasi invece di una contrapposizione mediterranea fra emergenti statunitensi e veterani britannici, e in un'ottica di ottenimento unilaterale, di opportuni accordi "sottobanco" fra gli stessi britannici e i loro apparenti antagonisti sovietici.

E aggiungiamoci pure, in quella che viene così a delinearsi meglio come terza via, di un reciproco accordo anglo/francese, come linea di continuità/ingerenza extra/territoriale, attraverso il reclutamento e l'operatività occulta di opposti estremismi, quali quelli di destra e di sinistra (quand'anche relativi a movimenti neo/fascisti o autonomisti/comunisti) per poter meglio assestare, talvolta colpire per poi controllare, la classe politica di un paese in piena ascesa energetico/imprenditoriale come l'Italia.

Dunque in tal senso la vera innovazione, la vera liberazione, non fu tanto quella che cominciammo a santificare ogni 25 Aprile - potrebbe dirsi il prodotto di un assolutismo ideologico appartenente al duopolio anglo/francese - quanto quella appartenente alla linea Moro e rispettivi compromessi, per cui al di là dai giochi apparentemente ufficiali, e cioè quelli relativi a una contrapposizione USA/URSS, se ne poté autenticamente riscontrare, più che un ideologismo, un patriottismo appartenente a una destra e una sinistra nel loro reciproco e accordante superamento.

Fra Ideologia e Patriottismo, semmai, una differenza, e da questo punto di vista, la si poté riscontrare in quel comunismo impartito dalla Gran Bretagna (poi con succursali “correntizie” fra Russia e Stati Uniti) come precisa finalità e linea teorico-continuativa, attraverso l'élite aschenazita del The Group di Cambridge, che se lo riferiamo anche a un prima del dopoguerra, è chiaro che in termini ideologici avrebbe potuto trovare, in risposta, una colonna nemica quale quella fascista.

E per quanto il fascismo, nei suoi uomini chiave, fosse comunque al servizio di Sua Maestà britannica da tempi non sospetti (documenti alla mano, Casa Savoia anzitutto, B. Mussolini dal '17, J. V. Borghese addirittura dal '44) un qualcosa che dapprima si incrinò in coincidenza delle mire etiopi del regime (a scapito di alcuni pozzi petroliferi medio-orientali che sarebbero semmai serviti per i corrispettivi rifornimenti di guerra) e con la stipula del patto d'acciaio poi, con protagonisti altri due agenti britannici, quali G. Ciano e D. Grandi, nell'occasione con un silente tentativo di avallo a un cambio di strategia governativa - un dietrofront, in fondo - tentativo come risaputo finito non proprio nel migliore dei modi.

Caduti dunque i presupposti, in Italia, di un'autentica trasformazione o rivalutazione in senso patriottico della sinistra o del comunismo (e per un europeismo più limpidamente costruttivo) finita quindi quella stagione morotea (e anche quella terroristica) il malsano obiettivo di colludere le istituzioni italiane si aprì sempre più all'innesto delle varie e più o meno occulte oligarchie lobbistiche - che porterà alla frammentaria instaurazione di un non meglio definibile governo unico mondiale - su delle vicende vieppiù riguardanti, nella circostanza, l'alleanza israelo/americana, e sempre per questioni energetico/petrolifere ulteriormente legate al lodo Moro (che prevedeva, come trattativa segreta, un patto di non aggressione fra nazioni del Mediterraneo e del Medio Oriente) un qualcosa che, sempre per iniziativa anglo/francese, vedremo poi rispuntare con le primavere arabe, per culminare quindi con la più recente e drastica soluzione da nostalgia d'impero della Brexit, come a dimostrare che i metodi anglo/francesi in fondo non è che abbiano portato a tanto.

Degli USA, in Italia, si direbbe che si siano limitati a controllare, sia attraverso la DC, che a tutto ciò che ruotava attorno alla galassia Stay Behind, forse con la sola aggravante di aver ereditato dai britannici, e fin già dal dopoguerra, un'agenzia del crimine inerente soprattutto agli stupefacenti.

Per il resto può dirsi che molto più segnatamente, le maggiori attività occulte in termini di stragi e collusioni siano state compiute, con quindi il contributo dei rispettivi estremismi di destra e di sinistra, dal duopolio anglo/francese, e laddove sarebbe sorta un'ala riformista all'interno di qualsivoglia schiera ideologica, questa nella maggior parte dei casi non sarebbe stata esente da progettuali ingerenze per parte degli stessi anglo/francesi.

In Sicilia e in Sardegna, nell'immediato dopoguerra, non fu tanto la presenza statunitense a gestirne le direttive, quanto anzitutto quella anglosassone.

Definire quindi il NUOVO ORDINE MONDIALE come un'entità assoluta in termini contrapposti da lotta di classe, e che tutto in tal senso - e sul versante istituzionale - sia destinato a giocarsi in malafede, suonerebbe quantomeno paradossale, o al limite, per via intuitiva/interpretativa, non proprio in coerenza con gli scenari fin qui esposti, i cui dettagli sono ormai riscontrabili attraverso prove, documentazioni.